Tenda o reggia? Ecco a voi il GLAMPING!

Gli amanti dei cartoni animati anni ’80 ricorderanno le avventure della piccola Flo, naufragata con la sua famiglia su un’isola deserta durante un viaggio in Australia: in uno dei primi episodi i protagonisti sono impegnati nella costruzione di una casetta sugli alberi che potesse tenerli al riparo da eventuali animali feroci.

Senza doversi necessariamente arenare su un atollo sperduto nell’oceano, ci sono diversi posti in Italia e nel mondo dove poter godere dell’insolita esperienza di dormire su un albero, grazie alla filosofia del glamping.

Glamping: tra case sull’albero, yurte e tende super lusso

La parola glamping deriva dalla fusione di glamour e camping: in buona sostanza un’esperienza di campeggio nella quale tutte le consuete attività all’aria aperta e a contatto con la natura perdono il loro carattere spartano per arricchirsi dei servizi propri dei resort più lussuosi.

Eppure dormire sull’albero, o godere di un cielo stellato all’interno di una tenda che ospita un comodo materasso (in lattice o ad acqua, a voi la scelta), non sono, al contrario di quanto si potrebbe credere, dei vezzi moderni!

Il glamping odierno infatti rinviene i suoi predecessori storici nei campeggi allestiti di tutto punto nel XVI secolo, come quello di John Stewart (nelle Highlands) in occasione della visita di Giacomo V di Scozia e sua madre, oppure il Campo del Drappo d’oro organizzato durante lo svolgimento di un summit diplomatico tra Enrico VIII d’Inghilterra e Francesco I di Francia.

E nemmeno 400 anni dopo si perde il gusto del bello durante i soggiorni en plein air, tant’è che i facoltosi inglesi e americani che partecipavano ai safari africani si lavavano nientemeno che in vasche pieghevoli installate nelle loro tende!

Figuriamoci se potevamo rinunciarci noi del Ventesimo secolo (e successivi): avete presente quando Carrie, Samantha e le altre nel film Sex and the City 2 sono ospiti dello sceicco ad Abu Dhabi e prendono un tè nel deserto? Non esattamente una tenda da scout!

Due esperienze di glamping: la yurta mongola e la casa sull’albero

Il glamping moderno offre strutture diverse: yurte, tende, pod (una sorta di capanne in legno), roulotte e rimorchi vintage, tende da safari, case sugli alberi.

Vediamo le caratteristiche delle prime e delle ultime…

La iurta è tipica di molti popoli dell’Asia tra cui mongoli, kazaki e kirghisi, e presenta il vantaggio di essere smontata, spostata e assemblata in un tempo relativamente breve: si adatta quindi bene a uno stile di vita nomade.
L’assemblaggio viene effettuato legando in forma circolare un’intelaiatura costituita da segmenti di legni incrociati secondo un motivo a x. Al centro della struttura si piantano due pali, a cui vengono collegati numerosi altri pali di sostegno. La copertura di tappeti di feltro di lana di pecora assicura isolamento termico, tanto maggiore quanto più è spessa.
L’unica apertura è costituita dalla porta d’entrata che è sempre rivolta a sud; vicino ad essa si trova la zona cucina. Il resto dell’interno è in gran parte occupato da letti –molti- che fungono anche da sedute durante il giorno.
Gli eventuali ospiti sono alloggiati sempre sul lato nord.

Le case sull’albero sono invece piattaforme sospese, sostenute in parte o del tutto da un albero.
Anche in questo caso non si tratta di invenzioni moderne, tant’è che vi sono testimonianze della loro costruzione già dal I secolo a.C. Gli antichi romani le adoperavano come luoghi per banchettare e intrattenersi, alla stessa stregua dei Medici, signori di Firenze nel ‘500, e di Francesi, Olandesi e Belgi che addirittura ne fecero nl Settecento location per feste e matrimoni.
Già nell’ultimo decennio del secolo scorso, e ancor di più in quello in corso, le case sugli alberi sono divenute un’innovativa dimensione domestica e abitativa soprattutto per quanti hanno a cuore le questioni ambientali, non richiedendo operazione di disboscamento alcuna.
Per cui, grazie alle migliorie nel campo dell’edilizia e della sicurezza, oggi non si tratta più soltanto di strutture-gioco per bambini, ma vere e proprie dimore.
Case per le cui parti strutturali viene adoperato legno, accanto (solitamente) all’acciaio per staffe, cavi e bulloni, e ad una serie di materiali riciclati (come ad esempio infissi recuperati, porte e legname già utilizzato).
Le tecnologie per ancorare una casa all’albero sono molteplici (e andrebbero privilegiate quelle meno invasive per la pianta):
Puntoni e pilastri (trampoli): servono a scaricare il peso che grava in un punto ad un altro punto a quota minore o direttamente a terra
Tiranti: servono a scaricare il peso che grava in un punto ad un altro punto a quota maggiore; il sistema è gravato da limiti naturali, giacché più si sale in altezza più i rami si assottigliano
Attrito: i travi vengono fatti aderire al tronco per mezzo di contro-travi e di tensionatori
Infissione: include tutti i sistemi di ancoraggio invasivi, come chiodi, viti, perni, bulloni ecc.

Glamping: le più insolite ed emozionanti esperienze sparse per il mondo…

Il glamping si focalizza quindi sull’ambiente, l’ecosostenibilità e l’immersione nella natura, senza privare l’ospite delle comodità di cui ha bisogno.

Vediamo in giro per il mondo alcune location che lasciano senza fiato…

In Slovenia molto conosciuto è il Glamping Ribno, a 3km dal lago di Bled: immancabile la tinozza in legno in cui immergersi e le tipiche case in legno; essendo vicino agli impianti di risalita potrebbe essere bello provarlo anche d’inverno.

In Scozia, le Mains Farms Wigwams sono strutture in legno a forma di cupola che richiamano quelle che usavano una volta i Nativi americani (le wigwams, appunto): possono ospitare fino a 5 persone e sono fornite di tutti i comfort.

Nei Paesi Bassi, Ons Buiten, a pochissima distanza dalla spiaggia, offre piscina, sauna, area wellness, un ristorante e tanto spazio all’aperto.

Vicino a Malaga, in Andalusia, nella Cloud House Farm Yurt, è possibile soggiornare in tende rigorosamente fatte a mano, che godono ognuna di una terrazza esterna in legno, una cucina e una doccia privata.

Al Portugal Yurt Retreat vengono offerti corsi e seminari di yoga e soggiorni in splendide e spaziose yurte costruite in legno.

A Santorini il campeggio di lusso comprende alloggi in tre differenti mulini a vento, con vista sul mare; ognuno è dotato di cucina e di stanze spaziose, per una o due persone, con bagno in camera e un ampio soggiorno.

Anche in Italia ormai l’offerta non scarseggia: noi del Parco del Grep soddisfiamo il desiderio di chi voglia dormire sull’albero con due proposte, la tenda e la casetta sugli alberi, dove anche gli animali domestici sono i benvenuti…