Ci sono diversi posti in Italia e nel mondo dove poter godere dell’insolita esperienza di dormire su un albero, grazie alla filosofia del glamping. Anche in Italia ormai l’offerta non scarseggia: al Parco del Grep soddisfiamo il desiderio di chi voglia pernottare tra le fronde con due proposte differenti, le casette sugli alberi (La Pineta e I Ciliegi) e le tende sospese.

La parola glamping deriva dalla fusione di glamour e camping: in buona sostanza un’esperienza di campeggio nella quale tutte le consuete attività all’aria aperta e a contatto con la natura perdono il loro carattere spartano per arricchirsi dei servizi propri dei resort più lussuosi.

Eppure dormire sull’albero, o godere di un cielo stellato all’interno di una tenda che ospita un comodo materasso (in lattice o ad acqua, a voi la scelta), non sono, al contrario di quanto si potrebbe credere, dei vezzi moderni!

Il glamping odierno infatti rinviene i suoi predecessori storici nei campeggi allestiti di tutto punto nel XVI secolo, come quello di John Stewart (nelle Highlands) in occasione della visita di Giacomo V di Scozia e sua madre, oppure il Campo del Drappo d’oro organizzato durante lo svolgimento di un summit diplomatico tra Enrico VIII d’Inghilterra e Francesco I di Francia.

E nemmeno 400 anni dopo si perde il gusto del bello durante i soggiorni en plein air, tant’è che i facoltosi inglesi e americani che partecipavano ai safari africani si lavavano nientemeno che in vasche pieghevoli installate nelle loro tende!

Figuriamoci se potevamo rinunciarci noi del Ventesimo secolo (e successivi): avete presente quando Carrie, Samantha e le altre nel film Sex and the City 2 sono ospiti dello sceicco ad Abu Dhabi e prendono un tè nel deserto? Non esattamente una tenda da scout!

Due esperienze di glamping: la yurta mongola e la casa sull’albero

Il glamping moderno offre strutture diverse: yurte, tende, pod (una sorta di capanne in legno), roulotte e rimorchi vintage, tende da safari, case sugli alberi.

Vediamo le caratteristiche delle prime e delle ultime…

La iurta è tipica di molti popoli dell’Asia tra cui mongoli, kazaki e kirghisi, e presenta il vantaggio di essere smontata, spostata e assemblata in un tempo relativamente breve: si adatta quindi bene a uno stile di vita nomade.
L’assemblaggio viene effettuato legando in forma circolare un’intelaiatura costituita da segmenti di legni incrociati secondo un motivo a x. Al centro della struttura si piantano due pali, a cui vengono collegati numerosi altri pali di sostegno. La copertura di tappeti di feltro di lana di pecora assicura isolamento termico, tanto maggiore quanto più è spessa.
L’unica apertura è costituita dalla porta d’entrata che è sempre rivolta a sud; vicino ad essa si trova la zona cucina. Il resto dell’interno è in gran parte occupato da letti –molti- che fungono anche da sedute durante il giorno.
Gli eventuali ospiti sono alloggiati sempre sul lato nord.

Le case sull’albero sono invece piattaforme sospese, sostenute in parte o del tutto da un albero.
Anche in questo caso non si tratta di invenzioni moderne, tant’è che vi sono testimonianze della loro costruzione già dal I secolo a.C. Gli antichi romani le adoperavano come luoghi per banchettare e intrattenersi, alla stessa stregua dei Medici, signori di Firenze nel ‘500, e di Francesi, Olandesi e Belgi che addirittura ne fecero nl Settecento location per feste e matrimoni.
Già nell’ultimo decennio del secolo scorso, e ancor di più in quello in corso, le case sugli alberi sono divenute un’innovativa dimensione domestica e abitativa soprattutto per quanti hanno a cuore le questioni ambientali, non richiedendo operazione di disboscamento alcuna.
Per cui, grazie alle migliorie nel campo dell’edilizia e della sicurezza, oggi non si tratta più soltanto di strutture-gioco per bambini, ma vere e proprie dimore.
Case per le cui parti strutturali viene adoperato legno, accanto (solitamente) all’acciaio per staffe, cavi e bulloni, e ad una serie di materiali riciclati (come ad esempio infissi recuperati, porte e legname già utilizzato).
Le tecnologie per ancorare una casa all’albero sono molteplici (e andrebbero privilegiate quelle meno invasive per la pianta):
Puntoni e pilastri (trampoli): servono a scaricare il peso che grava in un punto ad un altro punto a quota minore o direttamente a terra
Tiranti: servono a scaricare il peso che grava in un punto ad un altro punto a quota maggiore; il sistema è gravato da limiti naturali, giacché più si sale in altezza più i rami si assottigliano
Attrito: i travi vengono fatti aderire al tronco per mezzo di contro-travi e di tensionatori
Infissione: include tutti i sistemi di ancoraggio invasivi, come chiodi, viti, perni, bulloni ecc.

Glamping: le più insolite ed emozionanti esperienze sparse per il mondo…

Il glamping si focalizza quindi sull’ambiente, l’ecosostenibilità e l’immersione nella natura, senza privare l’ospite delle comodità di cui ha bisogno.

Vediamo in giro per il mondo alcune location che lasciano senza fiato…

In Slovenia molto conosciuto è il Glamping Ribno, a 3km dal lago di Bled: immancabile la tinozza in legno in cui immergersi e le tipiche case in legno; essendo vicino agli impianti di risalita potrebbe essere bello provarlo anche d’inverno.

In Scozia, le Mains Farms Wigwams sono strutture in legno a forma di cupola che richiamano quelle che usavano una volta i Nativi americani (le wigwams, appunto): possono ospitare fino a 5 persone e sono fornite di tutti i comfort.

Nei Paesi Bassi, Ons Buiten, a pochissima distanza dalla spiaggia, offre piscina, sauna, area wellness, un ristorante e tanto spazio all’aperto.

Vicino a Malaga, in Andalusia, nella Cloud House Farm Yurt, è possibile soggiornare in tende rigorosamente fatte a mano, che godono ognuna di una terrazza esterna in legno, una cucina e una doccia privata.

Al Portugal Yurt Retreat vengono offerti corsi e seminari di yoga e soggiorni in splendide e spaziose yurte costruite in legno.

A Santorini il campeggio di lusso comprende alloggi in tre differenti mulini a vento, con vista sul mare; ognuno è dotato di cucina e di stanze spaziose, per una o due persone, con bagno in camera e un ampio soggiorno.